Nel 1939 Frank Torpey creò la Motion Picture Funnies Weekly, rivista che pubblicò un’unica storia composta da 8 pagine, ideata da William Blake Everett, sul Principe Namor The Sub-Mariner. Questo fu l’origine della Marvel Comics, l’inizio di tutto.

Non sono qui per comportarmi come un’enciclopedia e illustrare la storia completa della Casa delle Idee: ho voluto dare un incipit così banale a questo nuovo articolo per rendermi realmente conto di quanti anni siano passati dall’inizio del fumetto dei supereroi. Diamine sono davvero tanti.

Nomi  come Stan Lee, Jack Kirby, Frank Miller, Peter David, Joe Quesada… Sono solo alcuni dei centinaia di nomi che hanno cambiato la storia degli eroi dell’universo Marvel, facendoci ridere, piangere, sconvolgendoci in positivo e anche in negativo. Insomma, la Casa delle Idee ne ha passate davvero tante, tant’è che ha rischiato il fallimento più di una volta; nel 2009 viene addirittura assorbita dalla Disney, divenendo una delle sue tante branche commerciali.

Tanti Universi, tante realtà, tantissime saghe e personaggi: ci sarebbe davvero troppo da scrivere: ma sono qui per parlare di quello che la Marvel stessa ha definito “La fine dell’Universo Marvel come lo conosciamo”.

Ma che cosa sta succedendo? Riassumerò rapidamente la situazione.

 

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Negli ultimi anni un sacco di testate hanno subito non uno ma ben due reboot (di cui abbiamo già anche parlato): Marvel Now il primo, All New Marvel Now il secondo. Con queste iniziative la Marvel ha voluto dare ai lettori nuovi una possibilità per avvicinarsi alle testate in modo semplice e immediato, invece ai lettori fidati e appassionati nuova linfa per non perdere la voglia di leggere le storie dei supereroi di sempre. Cosa ha portato tutto questo? Tantissime conseguenze. Molti hanno apprezzato altri no, tanti hanno parlato di rinascita e altrettanti di completa distruzione dei personaggi e delle testate stesse: la stessa Casa delle Idee ha già annunciato la chiusura di alcune testate che hanno vissuto per poco più di un anno. Ma risultati positivi o negativi a parte la domanda rimane una sola: la Marvel dove voleva arrivare? Dove vorrebbe portare i propri lettori?

 

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Da poco annunciata la “Nuova” saga Guerre Segrete (in realtà reprise di una delle saghe più importanti del M. Universe scritta nel 1984-1985) sembra arrivata la fine di Terra 616 (universo che leggiamo abitualmente sulle saghe mensili) e di Terra 1610 (per intenderci l’Ultimate Universe, universo in cui si incontrano quasi tutti gli stessi personaggi ma in una realtà differente) che stanno per collidere per affrontare una minaccia talmente grande che porterà al sacrificio finale di uno di questi due mondi per salvare l’altro.

La conseguenza immediata a questo Maxi Evento segnerà (cosi si può intuire) l’inizio di un nuovo Universo, segnato da enormi sconvolgimenti. Ma il lettore, in tutto questo marasma, dove si posizionerà?

 

La linfa di ogni casa produttrice di fumetti siamo noi lettori, non smetterò mai di ricordarlo per quanto banale come considerazione. Tutto questo cambierà realmente qualcosa? Doveva arrivare davvero questa fine totale? Lo volevamo davvero anche noi o sarà solo l’ennesimo gesto disperato per trovare un guadagno da parte della Marvel?

Non posso esimermi dall’esprimere una sincera opinione: tutto questo era dovuto ma soprattutto necessario.
La Fine del Marvel Universe doveva arrivare: troppe incursioni tra i diversi mondi paralleli, troppi giochi pericolosi tra viaggi spazio-tempo e distruzione di realtà ormai distorte da anni. Ora tutto dipende da come verranno (e se accadrà realmente) rilanciate le testate dopo questo imminente cataclisma.
Quello che personalmente vorrei vedere è si un reboot, ma fatto dal principio: gli stessi supereroi con origini diverse, innovative, magari ambientate ai giorni nostri, più attuali e moderne, meno teorie impossibili e più realtà quotidiane.
Non credo sia una cosa impossibile: se questo è un altro stratagemma per avvicinare anche nuovi lettori lo si deve fare bene. Tutto ricomincia dal numero 1? Allora che sia realmente un Numero 1 e non il numero 620 della testata con un grosso Uno Rosso appiccicato sopra.
AnimaFumetto ha detto la sua, ma voi che ne pensate? Cosa vi aspettate da questo nuovo progetto? Passo e chiudo.

 

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