Tra ciò che avviene di giorno nella quotidianità e ciò che succede di sera dietro le porte chiuse non esiste alcun rapporto e le due cose devono sempre rimanere disgiunte.

Arthur Golden, Memorie di una geisha, 1997

Un vanto dell’Italia, oltre a quello culinario, è senza dubbio l’enorme quantità di ottimi fumettisti. E con questa parola s’intendono sia disegnatori (Stefano Caselli, Gabriele dell’Otto, Bruno Brindisi, Daniele Bigliardo, ecc.) che ovviamente sceneggiatori (Roberto Recchioni, Mauro Boselli, Alfredo Castelli, Giancarlo Berardi, ecc.). Requiem – In
Re Minore K 626 è una di quelle opere create solo da ottimi fumettisti: Ade Capone, Paolo Bisi e Alfredo Orlandi.

Uscito nel febbraio 2015 per l’Editoria Cosmo, Requiem riesce a far coincidere una trama arzigogolata e complessa ad una leggerezza di lettura incredibile.

Il maniaco sessuale noto come Pietro è tornato a mietere vittime. La stampa sembra sempre un passo avanti alla polizia, e quest’ultima non sa più dove sbattere la testa. La loro unica possibilità è svegliare dal sonno criogenico l’agente Jonathan, il quale ha un mese per scoprire l’ubicazione del criminale prima di morire. La storia intreccia perfettamente grandi classici di fumetto e cinema come Watchmen, Sin City, Blade Runner, V per Vendetta e tanto altro. E come unico risultato abbiamo un fumetto ricco di suspance, colpi di scena e intrighi.

   Titolo: Requiem – In Re Minore K626

   Autori: Capone, Bisi e Orlandi

   Editore: Editoriale Cosmo

   Prezzo: € 3,20

Passiamo alle votazioni:

9/10 alla sceneggiatura di Ade Capone. Uno scrittore che riesce a sorprendere spiazzando il lettore ad ogni capitolo. Il voto non è pieno poiché vi sono piccole incongruenze sparse.

8/10 ai disegnatori Paolo Bisi e Alfredo Orlandi. Anche qui i disegni sono molto buoni, ma il voto giustifica diversi errori di anatomia sparsi per le tavole.

10/10 al formato. L’editoriale Cosmo ci propone un bonellide a 3,20 euro, con una storia autoconclusiva. Un ottimo rapporto qualità prezzo e una comodità di lettura che ti fa godere l’opera in treno, sul divano o sul tavolo.

Che dire di più? Una storia che va oggettivamente letta e che sa farsi apprezzare da tutti proprio per la sua capacità di farsi divorare dal lettore. Consigliatissima!!

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