“É un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più.”

-Cit. Oscar Wilde

E con un aforisma dai tratti sarcastici, si apre la recensione ad Original Sins. L’ultima miniserie Marvel, scritta da Jason Aaron e disegnata da Mike Deodato Jr., si è conclusa da poco in Italia col numero quattro.

Original Sin è una saga dai tratti molto particolari e distante, dai crossover Marvel a cui si è abituati. Non abbiamo guerre con squadroni di eroi contro uno o più cattivi, ma una saga puramente investigativa. Qualcuno ha ucciso l’Osservatore, e un misterioso individuo forma piccole squadre per cercare il colpevole. Si parla di team formati, ovviamente, da eroi: Ant-man, Emma Frost, Moon Knight, Gamora, Rocket Raccoon, Soldato d’Inverno, Pantera Nera, Doc Strange, Punitore e Nick Fury Senior. Un gruppo di personaggi a cui non siamo particolarmente abituati, o che per lo meno non vediamo spesso come protagonisti. Ma allora perché Marvel ha deciso di dargli tanta centralità?

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Titolo: Original Sins – Autori: Aaron, Deodato Jr. – Editore: Panini Comics – Prezzo: da 3,00€

Mediante un ragionamento, anche grossolano, i motivi sono subito chiari: Ant-Man avrà quest’anno un film tutto suo, Emma Frost è uno dei pochi mutanti non importanti nei film della 20th Century Fox, Moon Knight ha avuto un successo clamoroso con la nuova serie di Ellis e Bunn, Gamora e Rocket Raccoon sono Guardiani della Galassia e sono da poco diventati icone cinematografiche, Soldato d’Inverno è stato protagonista dell’omonimo film di successo, Pantera Nera sarà presente prossimamente al cinema e ne sentiremo parlare in Age of Ultron, Doc Strange avrà a breve un suo film, il Punitore era necessario a fini di trama e Nick Fury Senior è diventato un problema, dal momento che i fan dei film si sono affezionati al figlio di colore, quindi ci saranno risvolti interessanti.

Conscio di essere un po’ “complottista” presumo che le ultime scelte prese dalla Casa delle Idee giustifichino, in parte, quello che è un mio opinabilissimo giudizio.Ma passiamo alle votazioni per fare chiarezza sui singoli punti.

7/10 per le sceneggiature. Aaron è sotto tono rispetto al solito e fa del Fan-Service un’arma da scrittore. Ci propone personaggi assurdi senza spiegazioni e ci pone davanti scelte altamente discutibili. Una storia carina, ma non imperdibile.

5/10 ai disegni. Deodato Jr. abusa del digitale ed esagera. Alcune tavole sono imbarazzanti e pasticciate, facendo venir voglia di chiudere l’albo. Si alternano tavole carine, ma non si giustifica comunque l’abuso del digitale.

9/10 all’edizione. Panini condensa in tutto in quattro numeri più uno zero. Il prezzo di 3,30 euro, la scelta delle copertina e il classico formato americano hanno un ottimo rapporto qualità prezzo.

Da un po’ di tempo ad oggi le major americane di comics fanno solo fan-service, dandoci solo un vago ricordo delle belle storie che hanno caratterizzato i tempi d’oro di Marvel e Dc Comics.