Parlando di Manifest Destiny avevamo fatto riferimento al filone che attinge a piene mani dalla letteratura classica, ponendone i personaggi più emblematici in contesti a loro estranei. Fabian Gray non fa eccezione; a questo, tanto per aggiungere carne al fuoco, si aggiunge il fatto che in America il primo numero è andato esaurito il giorno stesso in cui è uscito, dopo aver affrontato due anni di campagna di raccolta fondi. Se dovessi andare per riferimenti, Fabian Gray potrebbe essere una storia con protagonista Indiana Jones, scritta da Alan Moore e disegnata da Mike Mignola e Frank Miller. Mica bruscolini.

 

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Al nostro protagonista viene naturale mettersi nei guai; d’altronde, facendo il cercatore di tesori è normale incappare in qualche avventura turbolenta. La sua vita viene sconvolta da quando viene posseduto dagli spiriti di cinque dei più famosi personaggi della letteratura classica che gli concedono straordinarie abilità. Sfruttando il nuovo potere, Fabian dovrà fare luce sul mistero delle pietre dei sogni e salvare la sorella Silvia, caduta in un stato di morte apparente per via di un maleficio.

Cominciando la lettura si viene subito catapultati in un’atmosfera tipica dei Weird Tales (da cui prende in prestito la grafica delle copertine) o di un fumetto pulp; lo sceneggiatore, Frank J. Barbiere (The White Suits, Black Market, New Avengers Annual 1) mette mano a diverse fonti di ispirazione nel raccontare le vicende di Fabian Gray, dalla letteratura inglese (Stoker, Shakespeare), da quella americana (Poe, Lovecraft) e persino da quella giapponese e dall’epica carolingia. Inutile dirvi che in un miscuglio di azione, horror e misticismo viene lasciato poco spazio alla introspezione, approfondendo la convivenza di Fabian con gli spiriti che abitano il suo corpo e di come alcuni di questi cerchino di mettere in difficoltà il loro stesso ospite pur di prenderne il controllo.

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Come già accennato sopra, il lavoro del penciler Chris Mooneyham (Anathema), che non nuovo a quello che riguarda l’occulto e l’orrorifico, ricorda quello di altri artisti più affermati quali Mignola e Miller; con il primo ha in comune l’uso delle ombreggiature, alle quali viene lasciato ampio spazio, mentre con il secondo condivide l’abilità di rappresentare le scene più violente e macabre. In tutto questo, la dinamicità dei movimenti, soprattutto nelle parti più concitate, viene un po’ a mancare.

Fabian Gray è la perfetta lettura riempitiva tra un fumetto più impegnato e un altro, e che non mancherà affatto di intrigarvi e tenervi incollati alle pagine. In Italia, possiamo leggere per ora solo il primo volume (che raccoglie i primi cinque spillati americani) grazie ad Editoriale Cosmo, acquistabile anche in edicola da Agosto 2014 al prezzo di 6,90.

Vi ringrazio per l’attenzione, spero di avervi interessato ed invogliato ad acquistare il primo numero di questa nuova serie; ringrazio come sempre Manicomix.it per lo spazio concessomi.

Alla prossima!

 

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