“Quando l’ho scritta pensavo a cosa sarebbe potuto succedere se nel fumetto fosse entrata la realtà. Se il non riuscire a pagare le bollette si fosse trasformato in povertà, se la morte fosse esistita davvero, se fare l’indagatore dell’incubo si fosse scontrato con il dolore reale e quindi terribilmente banale, e per questo senza la possibilità di uscirne senza un colpo di scena”

 

Così Alessandro Bilotta ci presenta la sua opera Dylan Dog – Cronache del mondo dei Morti. Una nuovissima raccolta da poco stampata da Bao Publishing e che finalmente riordina la trilogia composta da Il pianeta dei Morti uscito su Dylan Dog Color Fest 2, Il Tramonto dei Vivi Morenti  edito su Dylan Dog Gigante 22 e Addio, Groucho stampato invece su Dylan Dog Color Fest 10.

Leggendo l’opera ci troviamo davanti ad una prova di sceneggiatura molto difficile da realizzare e veramente ben fatta. L’opera va cronologicamente all’indietro, quindi la prima storia è in realtà l’ultima mentre la terza è la prima. I motivi legati a questa scelta sono molteplici: primo è fattore puramente filologico, secondo perché la trilogia è stata effettivamente pensata per essere letta in questo modo, e soltanto così si gode appieno di colpi di scena e pathos.

Nel mondo dei fumetti raramente passa il tempo, e proprio come dice Bilotta, questa può essere considerata, a tutti gli effetti, l’ultima indagine di Dylan Dog e Groucho. In esso abbiamo i due protagonisti invecchiati di quindici anni, ormai hanno perso il loro savoir faire e sono abbastanza acciaccati. La storia si basa su un concetto molto alto ripetuto più volte, con parole diverse, dallo stesso autore: “Viviamo in un mondo di morti”. Un’affermazione forte, atta a spiattellare una realtà che molte volte si tende a nascondere o a mascherare.

 

Dylan Dog – Cronache del mondo dei Morti

 

Parlando infine dei disegni c’è da dire che Bonelli a messo a disposizione dell’autore un equipe d’eccellenza, formata per lo più da volti noti capaci di fare bene il loro lavoro.

La prima storia è disegnata dal celebre Carmine Di Giandomenico, uno degli autori Italiani contemporanei più importanti che ha lavorato, oltre che per Bonelli, anche per la Marvel con opere come Spider-Man Noir, Iron Man 2.0 e Punisher War Zone. Il suo tratto si sposa bene con questo fumetto dove abbiamo un Dylan Dog spento e stanco, reso in modo magistrale.

La seconda storia è disegnata da Daniela Vetro, vincitrice del premio Disney come miglior disegnatrice nel 2013, ha lavorato su Topolino e W.I.T.C.H. e per diverse opere francesi. Il suo tratto molto classico riporta l’indagatore indietro nel tempo, ricordando il suo periodo più classico. Anche qua abbiamo un lavoro eseguito molto bene, dove però non si nota in modo netto l’invecchiamento dei personaggi.

L’ultima storia, che poi è la genesi della trilogia, è disegnata da Paolo Martinello. Ci troviamo davanti ad un’opera artistica di altissimo livello, con un fumettista che coadiuva, nel suo stile, iperrealismo e dinamismo in modo impeccabile. Egli è anche colorista e dona toni cupi e allegri nei momenti più importanti, facendo risaltare molte volte la purezza negli occhi dei protagonisti. Grazie quindi a tutti questi elementi riesce a mettere tensione nel lettore, proprio come in un film Horror.

 

 

Dylan Dog – Cronache del mondo dei Morti Dylan Dog – Cronache dal pianeta dei mortiDylan Dog – Cronache dal pianeta dei morti

 

La Bao Publishing come sempre ci da un prodotto finito veramente di ottima qualità dai materiali a ciò che troviamo al suo interno come commenti degli autori e bozze di lavorazione e studio dei disegnatori, un albo quindi consigliato a tutti gli appassionati e no dell’Indagatore dell’Incubo.

Questo prodotto è disponibile in promozione sul sito solobeifumetti.it.