Per tutti coloro che seguono il mondo DC Comics in lingua originale questo è stato un mese di gran festa, dopo l’annuncio al San Diego Comic-Con da parte dell’autore Grant Morrison è finalmente uscito negli States il primo numero dedicato al Maxi Evento del 2014 (che raggiungerà le fumetterie italiane presumibilmente nel Febbraio 2015).

Stiamo parlando di Multiversity.

Questo grosso “crossover”, se così possiamo chiamarlo, permette alle varie Terre alternative dell’universo DC di entrare in contatto le une con le altre mostrandoci un mix di personaggi inedito raccogliendo le particolarità dei vari universi presenti nel Multiverso DC.

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Qualche piccola premessa prima di parlare del fumetto però è doverosa.

Con l’avvento di Flashpoint, e conseguentemente dei New 52, il multiverso è stato sconvolto e sino ad ora non ci è stato dato modo di comprendere appieno come le terre, oltre a New-Earth (l’universo principale sulla quale si svolgono le vicende “mainstream” dei nostri eroi), siano state modificate.

Quello che sappiamo è che alcuni universi sono rimasti stabili (Earth-8, Earth-26, Earth-23, Earth-One ecc.) mentre altri subiranno cambiamenti, ma questo lo scopriremo proprio all’interno dell’evento.

Il primo numero

“Stop reading. Continue to read. Do as we tell you.”

Finalmente quello che era il piano ideato da Grant Morrison da quando si è messo alle prese con Superman ci viene rivelato, se ben ricordate infatti nel Gennaio 2013 in Italia (e nel Luglio 2012 in America), sul numero 9 di Action Comics, ci venne mostrato il Superman afro-americano di Terra 23 alle prese con un portale interdimensionale in grado di condurlo in altri universi. Lo stesso Superman sarà uno dei protagonisti di questo nuovo crossover rendendo quel breve numero un interessante plot di partenza che consiglio a chiunque di recuperarlo, o di rileggerlo, prima di poter approcciarsi a Multiversity.

La trama è semplice e a tratti già vista, i supereroi da ogni universo vengono richiamati sulla nave dei Monitor da Harbinger e, proprio come successe all’inizio di Crisi sulle Terre Infinite, questi dovranno fronteggiare una minaccia comune per ora sconosciuta.

Sebbene questo sia sicuramente qualcosa di già visto è ben diverso invece il modo in cui viene trattato, la realtà di una Terra, infatti, altro non è che la finzione in un’altra, i segreti più nascosti di un supereroe sono per altri che ne seguono le gesta delle verità assolute. Il come è semplice quanto geniale, ma eviterò di approfondire oltre per evitare di rovinarvi una sorpresa folgorante quanto piacevole.

 

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Una miriade di personaggi ci viene mostrata solo di primo acchito, come comparse all’interno di una saga più grande di quanto possiamo immaginare. Ma i personaggi proposti sono ciò che di più carismatico potreste mai trovare nell’intero multiverso.

Quello che ci viene presentato è una serie di trip mentali sullo spazio tempo che danno spazio a grandi dubbi ad ogni lettore. Chi sono questi personaggi semi-sconosciuti? Cosa succederà ora? Quale è la minaccia che riesce a mobilitare ben 52 universi distinti?

Tutte domande lecite, tutte domande a cui il team di Grant Morrison ed Ivan Reis dovranno dare molteplici risposte.

La preoccupazione più grande, ahimè, viene però proprio dal nome di punta che accompagna questa testata.

È noto infatti che Morrison non abbia brillato alla sceneggiatura del Superman di questo New 52, è noto anche che l’autore è bravo a creare sconvolgimenti nella storia DC per poi con calma risolverli nel corso degli anni o, spesso, lasciarli insoluti.

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Ma se questa è la vostra preoccupazione più grande, se questo è il problema che vi affligge, non vi preoccupate. Esiste un semplice motivo che potrebbe spingervi a voler leggere per intero Multiversity. Un antropomorfo coniglio spaccone con una grossa C sul petto, Captain Carrot!