A qualche mese dall’uscita de Lo Scultore, attesissima graphic novel di Scott McCloud, cerchiamo di tirare le somme di questo capolavoro che però non è riuscito ad entusiasmare proprio tutti i lettori.

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David Smith è un giovane scultore, ma non è proprio un artista. O meglio, non è un artista riconosciuto, non ha all’attivo mostre, non è considerato dai collezionisti e le sue opere sono vendute a prezzi di mercato davvero ridicoli. La sua voglia di arrivare però è estrema, tanto che sarebbe disposto davvero a tutto pur di riuscirci.

Sarà appunto il patto con la morte (impersonata in un Prozio che comparirà fin dalle prime battute) la chiave che gli consentirà di raggiungere il suo scopo. Questa gli offrirà la capacità di plasmare tutti i possibili materiali direttamente attraverso le proprie mani. Il prezzo per questo dono però sarà la vita stessa di David.

Da quel momento inizia un conto alla rovescia della lunghezza di 200 giorni che lo separano dalla morte. Saranno anche gli ultimi giorni della sua vita in cui potrà mostrare al mondo intero la sua arte, il suo vero valore e la sua essenza. Ma 200 saranno anche i giorni che David avrà a disposizione per scoprire quanto può essere potente l’amore, un sentimento condiviso con Meg.

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Molti lettori hanno considerato la storia un classico della banalità, priva di spunti originali. Non possiamo dare torto a questi lettori. Ma è la capacità con cui l’autore fonde e plasma gran parte, se non tute, le ossessioni che inseguono da sempre gli artisti, e gli uomini, a rendere questo fumetto un capolavoro.

Quello che manca in questo scritto sono i giudizi. Non avremo mai la sensazione di vedere un personaggio considerato come un “buono” o come un “cattivo”. Da grande narratore, Scott McCloud riesce a rendere Lo Scultore un fumetto estremamente emotivo, senza esprimere mai un giudizio di valore sui personaggi, lasciando al lettore la facoltà di esprimersi e di giudicare. Dopotutto, Lo Scultore parla di scelte. E, come spesso succede, non esistono scelte giuste o sbagliate, esistono solo le nostre. Le tue. Le mie.

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Se non hai ancora scelto di leggerlo, bè non so proprio cosa tu stia aspettando:  Solobeifumetti.it