Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire.

-Lucio Anneo Seneca;

Una citazione che apre un discorso ampio, e che vorrebbe dalla sua molto più spazio.

Recensire La Morte di Wolverine è molto difficile, e userò quindi questo spazio per parlare di un discorso molto più ampio. Le critiche mosse contro questa run sono molte, ma la vera paura dei lettori non è la REALE morte di Wolverine, ma bensì il probabile ritorno.

Questo fa molto ragionare sul cosa sia realmente divenuta la Marvel negli ultimi anni, e soprattutto che nomea si sia fatta. I lettori sono talmente abituati alla morte dei loro eroi, che ormai la loro più grande preoccupazione è che ritornino in modo sconcertante. Un esempio di tale fenomeno è la morte di Johnny Storm nel numero 333 di Fantastici Quattro, il quale si è scoperto poi essere in un’altra dimensione. Esempio recente è invece in miles morales ultimate spider-man 3, dove Peter Parker ritorna in vita con una scusa molto poco rispettosa nei confronti di ogni lettore affezionato.

Cessando le varie digressioni Charles Soule, sceneggiatore della Morte di Wolverine, ha confermato che ci sarà un ritorno del personaggio in futuro, ma che per due o tre anni non ne sentiremo più parlare. Un’affermazione che crea scompiglio e fa ragionare su quello che è il Presente della Marvel.

Benché io sia contro le teorie complottiste, non posso che farmi determinati calcoli leggendo tutte le testate e le news americane. Come già affermato in articoli precedenti sono due i grandi veleni che stanno rovinando il mondo fumettistico: i soldi e i fan.

Marvel è ormai da anni di Walt Disney, e di conseguenza il business dei fumetti è strettamente collegato a quello cinematografico. I diritti cinematografici di Wolverine, Deadpool, X- men e Fantastici Quattro sono ormai da anni di proprietà della Twenty Century Fox. Casualmente sono anche quattro delle testate che ad oggi hanno rumor, o certezze, di chiusura. Wolverine è già stato eliminato, per quanto riguarda gli X-men si è parlato di decimarli con la fine di Secret Wars, il rumor sulla chiusura di Deadpool è stato dato dopo un mese dall’uscita del primo spezzone del film di TCF, mentre Fantastici Quattro è stata etichettata come “testata che vende poco” dopo dieci numeri dall’apertura del nuovo corso, sempre in concomitanza dell’annuncio del film di TCF.

Il tutto inasprito da determinati atteggiamenti degli Editor: primo fra tutti le nuove origini di Quicksilver e Scarlet che si riscoprono Inumani, le poche spiegazioni sul perché della chiusura di determinate testate e soprattutto il mutamento dei fumetti in concomitanza col film.

La mia etica mi impone di non dare un giudizio netto in ciò che scrivo, ma a prescindere da questo, io sono perfettamente neutrale nel giudicare tutti questi fenomeni.

Siamo in un epoca dove con un telefono puoi chattare in tutto il mondo, le serie tv si consolidano sempre di più come nuovo mezzo di comunicazione globale e dove il fumetto si sta evolvendo a vista d’occhio. Questo non è necessariamente da vedere in modo negativo, ma semplicemente come un passaggio inevitabile da “Lettura per Bambini” a “Lettura per TUTTI”. Un grande passo che ci porterà in futuro ad avere, in ogni libreria, un reparto grafic novel, ed in ogni antologia una sezione dedicata al fumetto.

Fermarsi a riflettere sul presente, della nostra passione, può molte volte aiutarci a coglierne il futuro più papabile. E questo non pregiudica affatto il nostro piacere nei suoi confronti.