Tante sono le passioni che rilassano la nostra mente stressata dalla frenetica vita quotidiana: passare il tempo con gli amici, lo sport, la musica. Nel nostro specifico caso i Fumetti e i Manga e tutti i gadget derivati.

Tutti noi ci possiamo trasformare in Collezionisti investendo tempo e denaro alla continua ricerca della completezza della nostra passione. Ma una sola domanda rimane: chi è il Collezionista? In chi lo si può identificare?

Il “dibattito” che si verrebbe a creare potrebbe durare un tempo indefinibile: mi limiterò a esprimere la mia esperienza al riguardo.

Il Collezionismo presenta due visi ben distinti, anche se un po’ estremizzati: quello “Purista” e quello “Lucrativo”.

 

Il collezionista “purista” è colui che comincia una serie per il puro piacere di farlo. Tutto può cominciare con il Numero 1 di una nuova o vecchia testata, un numero completamente casuale ma che attira l’attenzione con un titolo accattivante, il consiglio di un amico, una lettura casuale per non annoiarsi durante un viaggio.

Poi, ogni cosa si trasforma. Il lettore viene preso a tal punto che la sua mente non possa più fare a meno di conoscere il totale significato dell’esistenza di ciò che sta divorando, senza rendersene conto. Giunti qui sembra un racconto del terrore, ma è la realtà dei fatti. Si comincia a recuperare tutta la serie corrente, dalle prime comparse del protagonista, fino a volumi che risalgono magari agli anni ’70 (nello specifico avviene più nel mondo del Comics), arrivando fino ad oggi, quasi come fosse un viaggio nel tempo che non ha fine: ci si ritrova nelle fumetterie più antiche, nei posti più improbabili e talvolta introvabili, o a cercare su Internet per provare a comprare ciò che si cerca a prezzi più vantaggiosi. Insomma, quasi fosse la ricerca di una sacra reliquia.

Tutto questo acquistare diventa la quotidianità del lettore che con avidità raccoglie i semi della sua passione, tenendo tutti suoi acquisti nelle librerie o negli scatoloni, lasciando così i compagni di avventura a portata di mano, in caso si volesse ricominciare a sognare di nuovo, ridere spensierati ancora e ancora. Ma guai a chi crede che lui possa staccarsi dal proprio tesoretto. O forse no?

 

Qui giunge l’altra faccia della medaglia: il collezionista “lucrativo” è colui che invece vede un potenziale profitto futuro in ciò che acquista. Magari tutto comincia in modo innocente come descritto sopra, forse no. Vi sono persone che non hanno più spazi nelle librerie, ormai affollate e ricolme di letture che probabilmente hanno perso il loro fascino; volumi che, dopo anni di giacenza nell’oblio, acquistano un valore economico considerevole (soprattutto i fumetti delle vecchie generazioni) divenendo un tesoro inestimabile: allora perché non provare a vendere ciò che si ritiene ormai superfluo o evitare un potenziale guadagno, cosa diventata molto difficile di questi tempi?

A questo punto la “corsa all’oro” è  già cominciata. Si cercano acquirenti e potenziali collezionisti (i “puristi” di turno ad esempio?) in ogni dove: social network, annunci, piattaforme specializzate. Tutto questo per ritrovare un semplice rientro delle spese o un guadagno alle volte davvero spropositato. Si entra in un altro circolo vizioso, pari quasi al precedente, in un ciclo che apparentemente non ha una fine. Il lato davvero negativo di questo aspetto è che purtroppo non tutti sanno dare un reale valore alle cose, per cui ci si ritrova a dover affrontare una mole incredibile di venditori ostinati, proprio uguali a te. Ma sta anche qui il piacere della sfida, no?

 

Qualcuno si ritrova in una delle identità che ho provato ad illustrare? Personalmente credo proprio di si.

Siete un collezionista appassionato o un abile commerciante senza tempo? A voi la scelta.

 

 

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