La fantascienza non fa proprio per me: ho sempre preferito i draghi alle astronavi e i bastoni degli stregoni alle spade laser. Parlando di fumetti, l’unica eccezione era il mensile di Lanterna Verde, ma da quando Geoff Johns ha lasciato le redini della serie… Quindi perché Black Science?

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Sull’orlo del fallimento, lo scienziato Grant McKay dal profondo retaggio punk-anarchico, trova nella Scienza Nera l’unica speranza di rialzarsi; grazie ai finanziamenti di un ricco magnate, riesce a progettare e a costruire un macchinario, chiamato il Pilastro, che permette di slittare attraverso le dimensioni. Ma da unico spiraglio di redenzione, tutto questo comincia a trasformarsi in un incubo senza via di scampo quando il macchinario viene danneggiato (o sabotato?): il gruppo di viaggiatori viene continuamente sballottato da una dimensione all’altra, senza alcuna possibilità di prevedere in quale inferno gli toccherà approdare.

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Dicevo poc’anzi che la fantascienza non fa propriamente per me, quindi leggendo l’incipit non mi colpì molto; il motivo principale per cui ho acquistato il primo volume di Black Science sono stati i disegni di Matteo Scalera e i colori di Dean White, ma di questo parleremo più avanti.

Quello di Remender è un omaggio alle storie di fantascienza anni ’60, come quelle raccolte dalla rivista Galaxy Science Fiction (e in Italia dalla Urania), il cui layout di copertina viene ripreso anche da Black Science. Il fascino dell’esplorazione di altre dimensioni non si è affatto affievolito, ed è proprio questo lo spirito che spinge Grant ad immergersi nello studio della Black Science, che si rivelerà essere il suo volo di Icaro. Devo ammettere che la curiosità di scoprire altre dimensioni e i loro abitanti è grande: dopo rane antropomorfe e indiani ultratecnologici chissà cos’altro si potrebbero inventare gli autori!

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Vi assicuro che dopo questa lettura, riservo a Matteo Scalera un posto tra gli orgogli artistici nazionali: netto e preciso, da forma alle creature e ai personaggi della storia. Sono proprio i designi dei mostri che mi sono rimasti molto impressi fin dalla prima occhiata (vedasi le isole-tartaruga giganti che portano sui loro carapaci delle piramidi maya, o dei pesci antropomorfi che ricordano parecchi il Dagon del buon Lovecraft). Anche gli ambienti sono i più disparati e ben ritratti: si passa dalla giungla tropicale alle trincee, da città a cripte oscure e profonde. I colori di Dean White sono un ulteriore pregio di questa serie, utilizzando degli accostamenti azzeccatissimi , dando grande profondità ai paesaggi.

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L’edizione Bao Publishing è molto standard: circa 180 pagine di volume brossurato a 15 euro; forse il formato troppo piccolo impedisce di godere appieno della bellezza delle tavole.

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Momento pagellino!

Storia: 7; Disegno: 8 ½; Edizione: 6 ½

Ringrazio come sempre Manicomix.it per lo spazio concessomi e a chi ha avuto la pazienza di arrivare fin qui!

Alla prossima!

Acquista Black Science nello store ufficiale Solobeifumetti.it.